Non voglio rinunciare al mio cibo preferito!

Sembra la scena di un film, quante volte mi è capitato di veder entrare un nuovo cliente che si siede e la prima cosa che mi dice è: “ Non mi tolga il formaggio!” oppure “ Non mi tolga i dolci!” oppure “Non mi tolga la pasta e il pane! “ o ancora “Non mi tolga la pizza!”. E altrettante volte queste persone sono poi ritornate si sono sedute e tutte mi hanno detto: “Ma sa che non sento più il desiderio di pasta, pane, pizza etc.” Ma come è stato possibile eliminare una o più dipendenze alimentari, radicate da un’abitudine decennale? Si può fare e questo cambiamento lo vedo continuamente nei miei clienti.

Le abitudini non sono altro che il risultato di azioni ripetute

In base a questa definizione è evidente che qualunque nuova azione può diventare potenzialmente una nuova abitudine, è pertanto fondamentale che quella nuova azione sia un’azione di qualità, che abbia come risultato il mio benessere, la mia salute. Mangiare il pane a pranzo e cena è un’abitudine che abbiamo preso quando eravamo piccolini, semplicemente perché la mamma metteva sempre in tavola il pane e così giorno dopo giorno il pane è diventato un’abitudine e se un giorno non c’è il pane ne sento la mancanza, sono in difficoltà. Allo stesso modo se sono cresciuto in una famiglia che aveva come abitudine quella di mangiare il dessert a fine pasto, io continuerò a volere il dolce a fine pasto. Se la famiglia in cui sono cresciuto amava i formaggi, molto probabilmente la mia attuale alimentazione sarà a base di formaggi! Tutte abitudini, quasi nessuna è realmente nostra, le abbiamo ereditate. Provate a pensarci.

Come posso cambiare?

Come faccio ad inserire una nuova sana abitudine? Come abbiamo inserito le abitudini sbagliate allo stesso modo possiamo introdurne di sane, facendo che cosa? Semplicemente decidendo di apportare qualche cambiamento e di tradurlo in un’azione che si ripeta quotidianamente. Questo è il primo passo. Poi ci sono delle strategie per semplificare questo processo, faccio l’esempio dei dolci, se cerco sempre il “dolcetto” significa che il mio microbiota intestinale sarà prevalentemente composto da microrganismi ghiotti di zuccheri, che mi spingeranno sempre verso gli zuccheri e quindi, liberarmi da questa abitudine, diventerà piuttosto difficile: c’è un enorme esercito di batteri nel nostro intestino che reclama la propria dose quotidiana di zucchero e non mollerà facilmente! La strategia che utilizzo con i miei clienti è di far morire questi batteri letteralmente “di fame” e nel sostituirli con altri che invece si nutrono di fibre, mi fanno stare bene, mi aiutano a dimagrire e a mantenere il peso forma. In questo modo azzero le cattive abitudini alimentari e ne creo di nuove che mi portano a raggiungere i miei obiettivi di salute e benessere. Arriva un momento in cui mangiare in maniera corretta diventa un automatismo e mi dà una grande soddisfazione, e se mi capita di assaggiare qualche cibo del passato, mi accorgo che non mi interessa più!

Se sei interessato e vuoi ricevere informazioni sul mio percorso per migliorare il microbiota intestinale e cambiare le vecchie abitudini  per stare in salute e perdere i chili di troppo, scrivimi e ti aiuterò a raggiungere velocemente i risultati che desideri.

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